Visto che nell'altro forum non ha avuto quel successo che mi aspettavo, provo a postarla anche qui, a vedere se succede qualcosa di diverso...
Dal punto di vista tecnico della fic, forse il prologo è un pochino (troppo) lungo, ma non potevo farlo più corto... -se la leggete ve ne accorgerete!-
per il resto... enjoy!
Se la leggete vi prego di lasciare un commento: così posso capire se vi piace o no, e se è il caso o meno di pubblicare anche i capitoli prossimi, e poi, siccome so per certo che questo forum è pieno zeppo di gente più brava di me a scrivere, vorrei avere un'opinione sul come vi sembra, dato che è la mia prima fic ufficiale!
Danke ^^
ISS

PROLOGO 1 DI 2
COMBATTIMENTI OSCURI
Ira vagava confuso nell'Oscurità. Si era risvegliato in un vicoletto buio, nelle ombre di una città oscura. Dietro di lui la luce verde luccicante si era spenta, chiudendo ogni passaggio con Crepusco¬poli alle sue spalle. Il mondo che non esiste. Aveva già visto quel mondo da qualche parte, forse in un sogno, forse in un incubo.
Trapassò la soglia del Vicolo che non c'è, e si avventurò nell'Incrocio dei Frammenti. Senti¬va gli heartless moltiplicarsi alle sue spalle, ma non potevano attaccarlo, chissà per quale ragione. Forse non aveva la Keyblade che avrebbe dovuto ricevere appena fosse sbarcato al Mondo che non esiste, o forse perché era così legato al cuore di Sora che anche gli hear¬tless rinunciavano a spezzare quel legame. Era una città strana, buia, ma i numerosi gratta¬cieli intorno a lui avevano tutti le luci acce¬se, sfavillanti nel buio.
Si lasciò alle spalle l'Incrocio dei Frammenti e incontrò finalmente il Grattacielo della Me¬moria, luogo di incontri e scontri, dove Sora si era scontrato con Xemnas e con Roxas tem¬po prima.
Ma, nascosto dall'Oscurità in un angolo buio di fronte al grattacielo, senza essere visto da nessu¬no, stava un'altra persona. Un uomo incappucciato appoggiato al muro di uno degli enormi gratta¬cieli lo osservava, inespressivo. Ira non sembrava accorgersi di lui: sta¬va a guardare l'enorme edifi¬cio di fronte a lui: un monumento ai Nessuno, alto molto più degli altri grattacieli normali, tutte le finestre erano illuminate di un'abbagliante luce gial¬la, che accecava il ragazzo. Così, l'uomo incap¬pucciato uscì dall'Oscurità e si avvicinò a Ira.
"Ira. Quanto tempo. Io sono Maud" esordì l'uomo incappucciato, colpendo il ragazzo di sorpresa.
"Ci conosciamo?" chiese Ira.
"Beh, di fatto no, ma tu puoi considerarti parte di me, e io parte di te. Siamo come uniti. Come Sora e Roxas." spiegò Maud.
"Di chi... Io non conosco nessuno con quei nomi, anche se li ho già sentiti. Da qualche parte." ri¬spose Ira.
"Non mi sorprende, anche se non dovresti solamente averli sentiti. Dovresti conoscere la storia, anzi, forse la conosci meglio di quanto credi. Vedi, è essenziale che tu conosca la storia. Per tutti, tu compreso." Maud era estremamente calmo e impercettibile: rivelava quello che doveva, ma stava cautamente sulla difensiva, come se Ira potesse penetrare i suoi pensieri. Come se Ira ne fosse capa¬ce, tra l'altro.
"Che razza di storia devo conoscere? Mi fai il favore di dirmelo?" Ribatté Ira con tono al¬terato, ormai ne aveva abbastanza di tutto quel mistero. Lui non conosceva la storia, non voleva conoscer¬la, e sarebbe vissuto lo stesso anche senza conoscere la storia di Sora. Lui voleva soltanto tornare a Crepuscopoli.
"Sai... pensavo fossi più istruito. Almeno sulla storia del Keyblade." rispose Maud. Sem¬brava es¬sersi quasi offeso, o, comunque, non nascondeva la sua delusione. Alzò appena appena il viso, man¬tenendo gli occhi fissi su Ira, come se lo guardasse dall'alto verso il basso.
Ira era stanco di tutti quei giri di parole. Due enormi oggetti gli sfavillarono in mano, erano gros¬si come spade, ma avevano la forma di due chiavi sproporzionate rispetto alle serrature che avreb¬bero dovuto aprire.
Keyblade.
Keyblade: Cercastelle e Catena di Luce.
"Vedi che in fondo in fondo sei uguale a me?" disse Maud, niente affatto stupito, e an¬che le sue mani sfavillarono di luce, e comparirono altre due chiavi, molto simili alle sue.
"Io non sono simile a te. Io non so neanche come faccio ad essere qui, non so chi sei te o da dove vieni, e non so nemmeno perché mi trovo in questa stupida città, quando dovrei essere nel mio letto a dormire. Quindi fammi un favore: dimmi la strada per tornare a casa mia e non parliamone più. Ok?" disse Ira digrignando i denti, cercando di stare calmo e di sopprimere la rabbia.
"Non posso. Mi è stato ordinato da Aros, solenne capo dei Rinnegati." rispose Maud, calmo.
Ira lo guardò in cagnesco, e tutto accadde nel giro di pochi secondi.
Ira si scagliò contro Maud brandendo e roteando i due Keyblade, e sferrò un colpo dal¬l'alto con il Cercastelle, diretto alla testa di Maud, ancora incappucciato, mentre con l'altra mano sorreggeva il peso e la forza del suo poderoso colpo. Ma Maud lo aveva bloccato col suo Keyblade, quello bian¬co: il Portafortuna. Sembrava non faticare nel respingere le due mani di Ira, anche se ne aveva solo una. Il ragazzo tolse la Catena di Luce dallo scontro, e menò un fendente diretto al fianco di Maud. Il Rinnegato aprì le sue mani e respinse en¬trambi i colpi, facendo volare via Ira e riempendolo di graffi in tutto il corpo, con solo due colpi di lama. I due Keyblade del ragazzo volarono via e si per¬sero nell'Oscurità, e Maud fece scomparire anche i suoi.
Ira era sdraiato a terra a pancia in su, sentiva il sangue uscire dalle sue ferite lunghe come tutto il torace a ogni battito del suo cuore, e la schiena piena di lividi ed escoriazioni. Vide Maud che si av¬vicinava.
"Allora? Fa male?" disse, spavaldo.
Poi tese una mano verso di lui. "Potremo incontrarci di nuovo quando sarai pronto sia fisicamen¬te che emotivamente. Il tuo attacco di prima non era convinto: sai di non essere ancora pronto per una battaglia così importante. Fatti un giro nell'Oscurità e impara la sto¬ria, sarà meglio per tutti. Tu sei il mio Nessuno, e un Nessuno non può vincere contro la sua forma originale." Questa volta era più cauto, aveva accantonato la spavalderia di pochi secondi prima. Ira poté notare solo la sua mano evocare una magia oscura, poi più niente. Buio.
Il risveglio fu più dolce di come se lo era immaginato: una melodia malinconica gli suo¬nava nel¬le orecchie, costringendolo a uscire fuori dal sonno funesto tempestato di sogni oscuri.
Si rizzò in piedi e si guardò intorno. Era in piedi su una enorme piattaforma di cristallo, sopra e sotto non si vedeva altro che buio, buio pesto. Lui lo sapeva, sotto sotto lo sapeva: era destinato a una sorte oscura. La melodia non cessava, ma questa volta sembrava dare degli indizi, seppur vaghi. Come una voce oscura.
Risveglio. Ricordi. Destati.
Risveglio. Ricordi. Destati.
Ira era in piedi al centro della piattaforma: una piattaforma che mostrava un enorme mostro nero con un gigantesco cuore nella pancia, sotto uno sfondo azzurro bordato di rosso. Darkside.
I due Keyblade gli luccicarono nelle mani, era comparsa una scala di cristalli rossi, vio¬la, gialli e verdi proprio di fronte a lui. Era tempo di correre. Li roteò leggermente, poi pre¬se a correre lungo tutta la piattaforma, i due Keyblade che strusciavano per terra facendo delle scintille furiose.
Attraversò la piattaforma del Darkside e salì la scala di corsa, più veloce che poteva, fino ad arri¬vare ad una seconda piattaforma: un ragazzo dai capelli grigi tendeva la sua mano verso un altro ra¬gazzo, dagli ispidi capelli marroni.
Ira non si fermò a guardare, continuò a salire.
Nella terza piattaforma c'erano dei piccoli heartless, alcuni shadow e qualche soldato, che gli si avventarono subito addosso. Con un vorace colpo di sorprendente agilità, il ra¬gazzo distrusse tre shadow, ma a ogni heartless che moriva se ne riformavano altri due, ma Ira li avrebbe battuti con pochi colpi.
Si scagliò in mezzo alla mischia, facendo strage totale con solo tre colpi di Keyblade, poi riprese a correre a perdifiato.
La terza piattaforma mostrava i ragazzi di prima, ma questa volta erano in un grande salone viola e nero, e stavano combattendo furiosi. La Fortezza Oscura. Aveva finalmente capito la storia, fino in fondo. O almeno, un pezzo di storia.
Riprese a correre nell'Oscurità, per diverse piattaforme: ce n'era una con un gigantesco mostro argentato, un'altra con una porta bianca socchiusa e quattro guerrieri che volava¬no, una con la stessa città di prima, una con quattro ragazzi, più o meno della stessa età: quello dai capelli ispidi marroni e una ragazza alta, bella e coi capelli lunghi neri, di fronte a due con i capelli biondi, che assomi¬gliavano molto a loro. L'ultima, quella con cui si era aspettato di terminare, aveva disegnata una gi¬gantesca luna a forma di cuore in un cielo nero.
Dall'altro lato del cerchio di cristallo, c'era Maud, ancora incappucciato.
"Finalmente ce l'hai fatta, Ira. Ti stavo giusto aspettando."
"Perché mi hai mandato qui? Che bisogno c'era?"
"Due motivi: il primo, per farti imparare la storia recente del Keyblade, mentre il secon¬do era perché secondo l'antica profezia il tutto deve cominciare con un Risveglio. Qui sia¬mo alla Stazione del Risveglio. O Tuffo nel Cuore, se preferisci."
"Ma perché hai scelto me?"
"Vedi, se fosse mia la volontà di scegliere non avrei certo scelto uno come te, che non sa far altro che lamentarsi di tutto. Quando la mia anima si divisa creando il mio Nessuno, che saresti tu, hai ereditato il dono di possedere due Keyblade e lo stato di Prescelto. Però, come ti ho già detto, l'anti¬ca profezia comanda che tu non puoi essere un Prescelto senza l'istruzione adeguata. Ma siccome le tue capacità erano sopite, non saresti mai andato di tua spontanea volontà alla Stazione del Risve¬glio. Così ho manipolato i tuoi ricordi e ti ho portato al Mondo che Non Esiste. Ma siccome è troppo tardi per aspettare la tua vocazione, ho deciso di mandartici io con le maniere forti alla Stazione del Risveglio. Ma non ha sortito l'effetto che speravo, a quanto vedo. Non era come Sora e Roxas." Maud sembrava deluso.
"Non posso credere che tu mi abbia usato." Disse Ira, con disprezzo.
"Dovevo, è stato un ordine di Aros, Capo dei Rinnegati. Come è suo ordine quello di uc¬ciderti, vuole che tolga di mezzo il mio Nessuno." Maud abbassò la testa e fece una breve pausa. "E sarà quello che farò. Ora come ora solo tu, Custode e Prescelto, puoi decidere del Destino di Sora, ri¬schiando di ostacolare Aros." concluse Maud, alzando lo sguardo e to¬gliendosi il cappuccio. Il suo viso era di una straordinari bellezza: lineamenti delicati come una mela, pelle pallida appena accen¬nata, capelli rossi che gli cadevano sinuosi sulle spal¬le, occhi azzurri.
"Non ti permetterò di toccarmi!" Gridò Ira minaccioso, brandendo i due Keyblade.
"La Terza Dimensione, quella del Keyblade di Sora. Darkside... Aculeo Crepuscolare... Mostrate¬vi." Disse Maud, con voce piatta e monotona.
Ira si sentì sollevare in aria, come se fosse in un ascensore. Come faceva Maud a creare delle creature come il Darkside e l'Aculeo Crepuscolare, con un solo cenno della mano e una parola?
Sotto Maud stava prendendo forma una ancora vaga creatura nera come l'Oscurità, mentre sotto Ira si stava formando una vaga creatura argentata, l'Aculeo Crepuscolare, il più forte di tutti i Nes¬suno senza anima, anche se era ancora ad uno stato embrionale.
"Basta che ti immedesimi in lui come se fossi tu, e lui eseguirà quello che dici. Lui è un Nessuno impersonale, aspetta solo che qualcuno prenda la sua personalità tra le su mani." Disse Maud.
Concentrazione. Nessuno. Destati.
Voleva dire che non mi sono ancora destato del tutto? La voce canta lenta e malinconica, ma cosa canta a fare se nessuno capisce niente? Devo concentrarmi sull'Aculeo Crepuscolare. E se non riu¬scissi ad uscirne? Se qui c'è in gioco in Destino di Sora, allora devo farmi valere. Non vo¬glio essere esiliato, voglio uscire da qui. E per farlo devo sconfiggere Maud. Non importa se devo farlo sull'A¬culeo Crepuscolare, devo farlo. È l'ultima speranza, per me... e per Sora.
Non sono ammessi errori. La battaglia è appena incominciata, e io devo vincerla. Altri¬menti non potrei essere il Prescelto che diceva prima Maud. Concentrazione. Nessuno. De¬stati. Esplora i tuoi ricordi...
Sora era appena uscito dallo scontro con Riku Ansem. Voleva salvare Kairi, e per farlo ci aveva messo tutto quello che aveva. Aveva dato se stesso. Riku Ansem era tornato alla sua forma origina¬le, e aveva scacciato fuori l'entità di Riku. Sora voleva chiudere la serratura, così nel mondo non ci sarebbero stati più heartless. Il mondo gli apparve strano, come se dovesse morire a momenti o lui o il mondo. E in effetti non aveva torto. Avanzò cauto verso Ansem.
"Ansem. Anch'io voglio chiudere la Serratura, ma deve esserci per forza un modo per chiuderla senza il cuore di Kairi e delle altre principesse."
"Vedi, lo credevo anch'io fino a pochi minuti fa. Ma ora ho scoperto che è tutto sbagliato. Basta solo il cuore di Kairi: è così potente che anche solo con quella forza mistica si può coprire di gran lunga la portata della Serratuta." Rispose Ansem, beffardo. "Naturalmente io non aspetto altro."
"In che senso non aspetti altro?" Rispose Sora, arrabbiato.
"Hai detto che ti saresti sacrificato per lei, qualsiasi sacrificio esso avrebbe comportato?"
"Sì, e lo ribadisco."
"Ma come fai a non averlo ancora capito, Sora!" intervenne Riku. "Il cuore di Kairi vive dentro il tuo! Sei tu la chiave per la Serratura del Mondo! Ansem ha riconosciuto il cuore di Kairi come una forza miracolosa perché questo è sempre stato con te, avendo te un cuore d'oro, Ansem ha capi¬to che il cuore di Kairi fuso con il tuo avrebbe dato una chiave di potenza miracolosa, di molto su¬periore a quella necessaria. Sora, tu sei la chiave.
Sora non credette alle proprie orecchie. "Se è così... Allora basta dirlo." Afferrò il Keyblade di Ansem, quello rosso e nero, e se lo puntò al cuore. "Addio, Riku, Paperino, Pippo. Prendetevi cura di Kairi, e sconfiggete Ansem da parte mia." E con un colpo secco si pugnalò al cuore.
Ira si guardò intorno: vedeva tutto leggermente sfuocato e più chiaro, e stranamente molto il grande: la simbiosi con l'Aculeo Crepuscolare era completata. Non poteva parlare, ma poteva pen¬sare. Il richiamo dal Nulla. Era così abituato al suo corpo che sulle prime non riuscì a controllare benissimo quella gigantesco del Nessuno, poi, avendo completato la simbiosi con il mostro, riuscì a reggersi in piedi. Dopotutto non era così diverso dal suo corpo effettivo.
E la battaglia cominciò a tutti gli effetti.
Ira sferrò un pugno con il suo enorme braccio a Maud, che riuscì a pararlo, deviando¬glielo a de¬stra. Il ragazzo-Nessuno barcollò un po', ma riuscì a mettersi in equilibrio dopo poco, mentre Maud aveva già preparato il suo attacco.
Il Rinnegato riuscì a colpirlo al petto, ma Ira assorbì il colpo benissimo, e gliene ricacciò uno in¬dietro, al braccio. Questa volta fu Maud a barcollare, e Ira ne approfittò: tese una mano aperta verso di lui, e creò un'onda magica gigantesca, che lo colpì e gli fece perdere una percentuale ancora mag¬giore di equilibrio. Maud, che stava per cadere, evocò un vor¬tice oscuro a mezz'aria, ne uscirono delle meteore oscure, che piombavano insistentemente sopra l'Aculeo Crepuscolare. Una gli bruciò il petto, Ira sentì un dolore acuto e lancinante. Come risposta, il ragazzo-Nessuno provò a respinger¬le con le mani, ma quello che ottenne in linea di massima furono delle scottature pesanti ai palmi.
La pioggia di meteore cessò dopo poco, ma Ira ne uscì tutto scottato, mentre Maud non sembrava avere accusato particolari ferite. Il Rinnegato-heartless approfittò di quell'attimo di smarrimento per attaccare Ira furioso. La differenza di abilità era molto evidente.
Sora non sapeva muoversi nelle sembianze di un heartless, era impacciato nei movimenti e non riusciva a sentire il dolore. Aveva perso tutto: il corpo, il cuore e l'anima. Riusciva a sentire tutti i cuori nel castello vivi e pulsanti. C'era una grande concentrazione di cuori potenti nell'ingresso, uno... due... tre... quattro... quattro. Quattro cuori in uno spazio così piccolo. Chissà chi erano. E poi ne sentiva altri cinque nel Santuario, e uno in biblioteca. Aveva deciso. La sua destinazione era il salone d'ingresso.
Ecco com'era essere un heartless. Essere un Nessuno non doveva essere così diverso.
Ira si avventò furioso sul Darkside, non gli importava del dolore che avrebbe provato, ma questa volta sapeva di essere convinto. Convinto della vittoria. E poi accadde tutto d'improvviso. Ira cadde nel vuoto, insieme al suo corpo, e vedeva da lontano l'Aculeo Cre¬puscolare e il Darkside combattere davanti ai suoi occhi, furiosi. La sua anima si ricon¬giunse magicamente al suo corpo. "No!" gli ven¬ne fuori, istintivo, e i due Keyblade gli ri¬comparvero in mano. Piroettò a lungo in aria, e atterrò con un sonoro tomp.
"Ricordi... Chiavi... Destati." Sussurrò fra sé e sé, e poi alzò la Catena di Luce e il Cerca¬stelle in aria. Come se non si fosse aspettato altro, esse sfavillarono, furiose. I due mostri scomparvero gra¬dualmente nel nulla, lasciando solo Maud, già sveglio.
"Sono molto contento. Hai superato la prova."
"Io non ho superato niente. La battaglia deve ancora finire. Sarò io a decidere il Destino di Sora. Non tu, Aros o quegli stupidi dei tuoi amici Rinnegati. Sappi una cosa, Maud: io non perderò. Dai il tuo massimo sin da subito, ma sappi che io mi rialzerò fino a quando non ti vedrò morto."
"Bene. Ora sei convinto. Ora ti sei destato." e i due Keyblade gli sfavillarono in mano: nella mano destra il Lontano Ricordo, nella sinistra il Portafortuna. Un'altra battaglia: la battaglia finale per decidere il Destino del Custode.
Ira roteò i due Keyblade furioso, e si lanciò sparato verso Maud, con il fendente tirato al massi¬mo. Clang. Il Portafortuna toccò il Cercastelle, e il Lontano Ricordo la Catena di Luce, entrambi stavano dando il massimo da subito,era difficile dire che potesse avere la meglio.
Maud ritirò i due Keyblade e balzò all'indietro, volteggiando come un uccellino e ro¬teandoli nel¬le su mani. Appena toccò terra, furioso, bilanciò il peso tendendo le due Chiavi all'indietro, poi schizzò in uno scatto furioso verso Ira. I due Keyblade non toccavano terra dal gran che correva ve¬loce. Ira non aspettava altro. Ira protese il Cercastelle in aventi, come a parare un colpo immagina¬rio, e la Catena di Luce all'indietro, a bilanciare il peso. E poi, come un' onda d'urto, arrivò il colpo di Maud, diretto al Cercastelle, che lo sbilanciò all'indietro. Ira si affrettò a tendere in avanti la Cate¬na di Luce, per rafforzare la difesa. Non era molto dritto, ma riuscì a respingere l'attacco, mandando il Rinnegato in posizione di difesa, lasciandogli scoperto il busto.
Cercando di approfittare al massimo l'occasione che gli era capitata, Ira lo colpì al petto feroce¬mente, facendolo cadere all'indietro. Sebbene Maud avesse potuto contrattaccare lanciando i due Keyblade contemporaneamente, non lo fece. Si rialzò fulmineo e lo attaccò come poco prima al Mondo che non esiste: aprì le braccia, respingendo ogni colpo e facendo¬si scudo con i due Keybla¬de. Ira fu costretto ad indietreggiare. Il ragazzo roteò il Cercastel¬le e la Catena di Luce nelle sue mani, poi li bloccò con un repentino movimento della mano all'indietro, e si lanciò furioso contro Maud, caricando un colpo feroce con entrambi i Keyblade. Corse all'impazzata lungo tutta la piatta¬forma, mentre Maud lo stava aspettan¬do per colpirlo. Stava per colpirlo, quando il corpo di Ira cam¬biò direzione. Da solo: il cer¬vello non lo controllava. Era lui che si controllava da solo. Virò a sini¬stra, mirava al Lonta¬no Ricordo nella mano di Maud. Poi balzò in alto: dall'alto riusciva a vedere tutto: Maud il Rinnegato lo guardava interessato. Forse aveva deposto le armi e si preparava a com¬battere con la mente quella lunga battaglia.
Ira si girò sul fianco, poi si mise in verticale con la testa rivolta verso l'enorme luna bian¬ca d'ar¬gento sul cielo blu e nero senza stelle. Maud aveva capito dive mirava, ma era un suicidio. Ira tese le Chiavi avanti, come a farsi da scudo. Sotto Maud si stava spostando dall'obiettivo di Ira. Ormai era vicinissimo al contatto. Chiuse gli occhi. Crack. I due Key¬blade gli vibrarono sonoramente nelle mani, tanto che non riuscì a trattenerli e balzò via all'indietro. Il cristallo della piattaforma si era in¬franto in mille pezzi, che volarono via come uccellini. Il ragazzo era riuscito nel suo obiettivo: quel¬lo di rompere il cristallo, ma non fino in fondo. Avrebbe dovuto distruggerlo. Il Cercastelle e la Ca¬tena Lucente erano lì, piantati nella voragine di cristallo. Ora non si poteva andare nella parte cen¬trale. Maud os¬servava Ira, esterrefatto. Non credeva che uno così fosse capace di tanto.
"È arrivata l'ora di finire questo combattimento pietoso, Ira." Disse Maud. Poi aprì i pal¬mi delle mani e stese le braccia.
"Rinnegati... Chiavi... Serrature... Destati." sussurrò. Ira era ancora inginocchiato sulla voragine, a piangere sulle sue mani insanguinate. Alzò la testa. Aveva stampato in viso uno sguardo diverso. Cattivo. "Ti ho detto che mi sarei rialzato fino a quando non ti avrei sconfitto definitivamente. È una promessa." Si rialzò in piedi e si mise in posa, anche se era senza Keyblade.
Maud venne sollevato in aria, magicamente. L'Arte Dei Rinnegati. Nelle sue mani sfa¬villarono due Keyblade di luce. In bocca prese forma un Keyblade senza Keyholder, e in aria si crearono altri due Keyblade scintillanti di luce. Anche se erano senza Keyholder. At¬terrò lievemente, anche se non del tut¬to. Si piegò leggermente in avanti, ma lanciò le brac¬cia all'indietro, mentre i Keyblade roteavano fu¬riosi. I capelli e i bordi della lunga veste nera volteggiavano, come investiti da una forte corrente d'aria.
Maud il Rinnegato, nella sua vera veste, si presentava così: con cinque Keyblade e con gli occhi vuoti, senza pupille, e con le labbra nere sulla carnagione bianchissima. Sembrava un heartless.
Da un lato uno con cinque Keyblade, dall'altro un altro, con nessun Keyblade.
Ira cominciava ad avere paura sul serio, ma non voleva e non poteva tirarsi indietro. Aveva pro¬messo che ce l' avrebbe fatta, anche cinque contro zero.
"Cominciamo" disse il ragazzo, deciso.
"Vuoi ancora combattere?"
"Ti ho detto che non mi sarei mai tirato indietro, per nulla al mondo."
"Allora andiamo."
Maud si lanciò molto velocemente, volteggiando su un cuscino d'aria, contro Ira, che lo aspettava dall'altro lato della piattaforma, deciso a voler farla finita. Il Rinnegato ardeva dal desiderio della battaglia, come, del resto, anche Ira. Un colpo diretto. Il ragazzo lo bloccò semplicemente alzando un braccio, e lo respinse al mittente, poi balzò di lato e cor¬se dietro di lui, per cercare di concludere qualcosa con la magia o le arti marziali. Vedeva i due Keyblade là conficcati nel cristallo, e rim¬piangeva della mossa di prima.
Maud lo aveva visto. Girò appena lo sguardo, e i due Keyblade di luce che fluttuavano per aria lo colpirono letalmente, spingendolo via. Era impenetrabile. Forse nemmeno con i suoi due Keyblade lo avrebbe scalfito. Era come se una barriera invisibile lo coprisse erme¬ticamente. Ira, sdraiato a ter¬ra moribondo e tutto insanguinato, si rialzò. Non ci vedeva bene: forse lo scontro lo aveva prosciu¬gato di tutte le sue energie residue. Poi, nel buio, un lampo. Un'allucinazione.
La porta dei Cuori del Mondo risplendeva nel vuoto, ma era irraggiungibile, nemmeno con una scala.
Di là c'è Sora.
È vero. La porta del Cuori del Mondo è collegata all'isola di Sora. E con questo?
Chiudila. Alla fine l'obiettivo di Maud è quello di sfruttarti per aprire quella porta, come Ansem ha fatto con Sora e come Xemnas ha fatto con Roxas.
Hai ragione. Ma come? Dimentichi che sono senza Chiave.
La risposta ce l'hai davanti agli occhi, basta saperla vedere. E tu, essendo un Prescelto, direi che la sai vedere molto bene. Ma non lo vuoi. Destati, Ira, destati.
E che devo fare per... destarmi?
Devi volerlo. Alla fine quello che ti ha detto Maud non era così sbagliato.
Ira tornò in sé. Il tempo si era fermato, ma lui non era riuscito ancora a trovare la chiave per la soluzione al quesito. O meglio, la soluzione la sapeva, ma non sapeva né come, né dove, né quando applicarla. E poi era stanco di sentirsi dire destati.
Un Keyblade volò per aria, e lo colpì dolorosamente, facendolo volare via, nel vuoto. Atterrò in mezzo alla voragine di cristallo, proprio di fianco al suo Keyblade. Gli aculei di cristallo affilati gli tagliavano la schiena inesorabili. Poi si accorse che alla radice del Cerca¬stelle il cristallo si stava rompendo. La voragine era molto profonda. Il ragazzo ruppe il cristallo bianco della luna a forma di cuore con un pugno, e lanciò via i cocci rimanenti.
Non credeva ai propri occhi: sotto la piattaforma con la luna ce n'era un'altra. Il cristallo rosso ru¬bino spiccava vivido sotto gli occhi di Ira. Alla fine il suo tentativo aveva sortito l'effetto sperato: rompere la piattaforma. Si alzò in piedi e tirò fuori il Cercastelle dalla vo¬ragine. Il recupero era stato piuttosto azzardato, ma gradualmente la ferita nel cristallo si apriva, allargandosi sempre più, anche se non era sotto la magia né di Ira, né di Maud.
Prima un cerchio sulla parte centrale, ora il cerchio si stava scomponendo in mille pezzettini, uno più piccolo dell'altro. E lasciò trasparire la vera piattaforma: un' enorme piana di cristallo indistruttibile, raffigurante Sora, Paperino, Pippo, Riku, Kairi e gli altri, dietro una porta bianca argentata molto grande, sfavillò sotto di lui. La Catena Lucente era stata scaraventata via, nell'Oscurità, e aveva lasciato Ira e Maud da soli alla Stazione del Risveglio, sopra la Piattaforma Originale.
Maud lo stava guardando da lontano. I Keyblade gli stavano turbinando attorno più fu¬riosi che mai, ma Ira era pronto.
“Così alla fine ce l'hai fatta a scoprire la Piattaforma Originale. Il tuo attacco è andato a segno pienamente”
“Ci speravo, a dirla tutta”
“Mai sperare in qualcosa che sai già che andrà male. Riceveresti una delusione ancora maggiore” concluse Maud.
Il Rinnegato lo guradava, lo aspettava, facendo turbinare i cinque Keyblade intorno a sé, ma Ira era pronto: non aspettava altro.
Ora si conclude la battaglia.
Impugnò saldamente il Cercastelle con la mano destra e si mise in posizione, aspettan¬do. Maud arrivava volando su un cuscino d'aria, che lo trasportava veloce come un elicot¬tero verso Ira, per fi¬nire una volta per tutte la battaglia.
Un altro Prescelto sta per impugnare il Keyblade: l'arma più potente. Il suo cuore è puro, ed egli combatte contro la sua forma originale, anche se sa di perdere. Tutto comincerà...
Il colpo di Maud lo riportò alla realtà. Era molto più forte di quando aveva solo due Keyblade. Ora era devastante.
Ira sentì una nuova forza dentro di sé dopo quell'altra visione, era come se il vortice di luce che avvolgeva Maud ora stesse cercando di avvolgere anche lui. Il ragazzo lasciò tra¬sparire dal Cerca¬stelle la forza che Maud gli concedeva magicamente, e scoprì che anche lui aveva lo stesso potere del Rinnegato. Chiuse gli occhi, lasciando correre l'energia che lo invadeva come una dose eccessi¬va di adrenalina, e gli sembrò che, oltre a lui, anche tutta la Stazione del Risveglio fosse invasa da quell'adrenalina, e che non aspettasse altro che ri¬buttarla tutta fuori. Ecco. Forse era quello il Risve¬glio. Ora gli sembrava che la porta dei Cuori del Mondo gli fosse a un passo, e che bastasse tendere il Keyblade per chiuderla. Era una sensazione magnifica. Le ferite del corpo non erano scomparse, ma sembrava che il benessere che gli infondeva quel vortice di luce fosse di gran lunga superiore al dolore del¬le ferite. Ora, anche se erano cinque contro uno, a Ira sembrava di riuscire a battere Maud solamente schioccando le dita.
Aprì gli occhi: Maud era lì davanti, arrabbiato, che voleva solo combattere. E di colpo un fen¬dente di luce colpì la barriera, facendo perdere l'equilibrio a Ira. Cercastelle. Porta¬fortuna. Lontano Ricordo. Cercastelle. Luce Assoluta. Scintillio Nero. Cercastelle. Ritorno Segreto. Cercastelle. Lon¬tano Ricordo. Cercastelle.
Il Rinnegato non riusciva ad avere la meglio su Ira, ma nemmeno Ira sul Rinnegato. Si equivale¬vano perfettamente. Il Cercastelle colpì furibondo il braccio destro di Maud, dove teneva il Lontano Ricordo. Poi un tornado, e il Lontano Ricordo era in mano ad Ira. Il vor¬tice intorno al ragazzo si raf¬forzò. Ira scese e toccò per terra coi piedi, ma il vortice lo rico¬priva lo stesso: era vero. Era il suo Nessuno, aveva il suo stesso potere, anche se non era un Rinnegato. Un boomerang scintillò nel cielo, sfavillante, e Ira, con un colpo solo, tese la mano e afferrò la Catena Lucente. Ora erano quattro contro tre. Ira sentiva che poteva avere la meglio, ma non ce la faceva. Sentiva la profezia incompleta risuonargli nella testa, ed echeggiare dentro di essa, come ad infonderle maggior enfasi.
...Da un Risveglio.
Nelle orecchie del ragazzo si ultimò finalmente la fatidica profezia. Voleva dire che finalmente aveva sconfitto Maud, anche se di fatto era lì, davanti a lui. Una ventata di benessere fluì dentro di lui, sollevandolo ancora di più da terra. Ora era praticamente impossibile tornare giù.
La famosa Profezia?
Esatto.
Mi sono risvegliato?
Lo sai benissimo.
O.K., grazie mille.
E di che cosa?
Ira parve rincuorato dalla fine di quella Profezia.
Catena di Luce, Lontano Ricordo e Cercastelle. Un trio perfetto. Il vortice lo riavvolse come una barriera, e Ira si lanciò contro Maud. Ora era davvero finita.
Un colpo diretto con il Cercastelle al Portafortuna, e la Chiave volò via. Maud non sem¬brava cer¬to svantaggiato, ma Ira sapeva il fatto suo. Ora non aveva più barriere, ed era schiavo solo di tre Keyblade di luce. Una volta rotta la sua barriera di luce sarebbe stato un giochetto farla finita.
Ira gli si avventò furioso contro il vortice di luce, e, con un attacco diretto e violento, sentì la bar¬riera creparsi sotto il Lontano Ricordo. Altri colpi, Maud ruggiva insistente¬mente di dolore cieco, mentre la barriera si lacerava sotto i colpi di Ira.
Crack. Un varco si aprì nel vortice, e Maud cadde in fin di vita sul cristallo della piatta¬forma.
“Allora? Fa male?” Disse Ira, arrabbiato.
“Sì.” Rispose Maud
“Non ti conviene sfidare il tuo Nessuno. Specie se è testardo come me.”
“Non hai preso da me in niente. Pensavo fossimo tanto simili...”
“Io te l'ho detto. L'errore è stato tuo.”
“Sì. Mi sa che questa volta hai ragione.”
“Sarai ucciso dal tuo stesso Keyblade. Ma prima voglio che ascolti una piccola cosa. Se sei in contatto con il tuo amico Aros, digli da parte mia che...”
“Che?”
“Sarò io a decidere il destino di Sora. Non tu, Aros o quegli stupidi dei vostri amici Rin¬negati.”
“Ha sentito.”
“Bene. Ora muori, Maud.”
Il colpo del Lontano Ricordo trafisse Maud diretto nel cuore, e il corpo nero del Rinnegato si dis¬solse nel nulla. La profezia riecheggiò due volte nell'enorme sala oscura, con una voce cristallina e suadente, e acclamò Ira come nessuno aveva mai fatto prima d'ora. Il ragazzo sentiva il vortice di luce intorno a lui che svaniva nel nulla, e le gambe e le ferite che tornavano a far male incessantemente. I Keyblade si facevano sempre più pesanti nelle sue mani, e le ginocchia non sarebbero riuscite a sopravvivere a lungo. Gli occhi erano tornati annebbiati e opachi, e Ira d'un tratto non ebbe più la forza di reggere con l'energia della luce anche il Lontano Ricordo. La scala per tornare giù era scomparsa, e Ira era da solo, in balia dell'Oscurità della Stazione del Risveglio. Cadde in ginocchio, sopra il punto dova, fino ad un attimo prima, c'era Maud in fin di vita. Quella dura battaglia lo aveva stancato come non mai.
E, in nemmeno un secondo, svenne. L'immagine del Lontano Ricordo e del Portafortuna incrociati pochi metri più in là cullò il suo abbandono.
...com'è?!
http://www.youtube.com/watch?v=riwxbh_n_WMIl miglior combattente non è un pugile, un karateka o un Judoka. Il miglior combattente è qualcuno che si può adattare a qualsiasi stile di combattimento.
Quando non si ha una forma, si può avere qualsiasi forma; quando non si ha uno stile, si può avere qualsiasi stile.
La cintura serve solo a tenere su i pantaloni. Io sorriderò per farti male
la febbre che sale non la fermerò.
E ti prendono in giro se continui a cercarla
ma non darti per vinto, perché
chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te.They say that life's a carousel
Spinning fast, you've got to ride it well
The world is full of Kings and Queens
Who blind your eyes and steal your dreams
It's Heaven and HellNon aver paura di colpirmi.
Non aver paura di farmi male.
Non aver paura di sfottermi.
Non aver paura di uccidermi.
Non aver paura di me.
Ma ricordati che,
Se mi colpirai, io mi rialzerò.
Se mi farai male, io te ne farò di più.
Se mi sfotterai, io ti dirò in faccia quello che penso di te.
Se mi ucciderai, mi avrai sulla coscienza per tutta la vita.
Non vivrai più.
Ti tormenterò fino a condurti alla morte.
E, una volta giunto all'inferno, chinerai la testa al mio cospetto.
E allora avrò finalmente avuto la mia rivincita.