Capitolo 2: Il nuovo Sora
Xander spiegò a Sora, nei minimi dettagli, quello che doveva fare per usare i suoi nuovi poteri. Iniziò da quello più semplice, ovvero aprire passaggi oscuri.
In breve tempo, il ragazzo imparò ad aprirli alla perfezione, ma con gli altri poteri, gli ci voleva molto allenamento, soprattutto con gli Heartless...
“Se vuoi abitare in questa casa... devi indossare qualcosa di... nero.” lo informò il Nessuno, mostrandogli la sua divisa.
“D’accordo. Ma stai attento a... ecco... non confondermi con l’arredamento della casa!” ironizzò il moretto, mettendosi a ridere e strappando un sorriso anche a Xander.
“Inoltre, ho ordinato agli Heartless ed ai Nessuno di essere le tue guardie del corpo.”
“Grazie, ma non ho bisogno di tutte queste protezioni... non sono più un bambino.”
“Per me lo sei ancora...” pensò l’altro.
“Secondo te, posso ancora evocare il Keyblade?” chiese il ragazzo dagli occhi blu, guardandolo in faccia.
“Certo... ma credo che lo troverai... diverso...”.
Sora, curioso, provò ad evocare il suo Keyblade. Ci riuscì, ma come aveva detto il Nessuno, era diverso: la sua solita arma, Ultima Weapon, però, nera; come Keyholder aveva attaccato un piccolo diamante nero ed aveva un potere oscuro eccezionale.
“A proposito, se ti va, il tuo nome non è più Sora... ma è Xora!”.
Il moretto sorrise: gli piaceva il suo nuovo nome... ma preferiva essere chiamato come al solito.
Intanto, sulle Isole del Destino, Riku e Kairi stava aspettando l’arrivo del Re. Da quando era arriva la sua lettera, Tidus, Wakka e Lucas continuavano a stargli appiccicati come delle caramelle.
“Voi restate qui!” ordinò l’albino ai tre ragazzi, mentre si trovavano sulla strada che portava alla spiaggia.
“Perché?” chiese il ragazzo dai capelli neri.
“Restate qui. Punto e basta!”.
I due Custodi del Keyblade si diressero verso l’isoletta con l’albero di Paopu: il Re sarebbe atterrato sicuramente lì con la Gummiship.
“Non possono averla vinta così!” esclamò Lucas, stizzito.
“Che vuoi fare?” gli chiese Tidus.
“Mi sembra ovvio: seguirli!”
“Ma... Lucas, forse non vogliono che andiamo con loro perché potrebbe essere pericoloso.” cercò di farlo ragionare Wakka.
Il ragazzo non lo ascoltò e, senza farsi vedere da Riku e Kairi, li seguì. Alla fine, gli altri due ragazzi si arresero e seguirono il loro amico.
Quando l’albino e la rossa si fermarono sotto l’albero con i frutti a forma di stella, gli altri tre ragazzi si nascosero dietro ai cespugli, osservando quello che facevano gli amici.
“Secondo voi, cosa stanno aspettando?” domandò Lucas, ma gli altri due non riuscirono a rispondere, in quanto videro una navicella atterrare proprio vicino ai due ragazzi.
“Oddio... quello cos’è?” sussurrò Tidus, sbiancando.
“Gli alieni ci attaccano!” strillò Wakka, e Lucas gli tappò la bocca con una mando.
“Idiota! Vuoi farci scoprire?” chiese, ma era troppo tardi. Infatti, Riku e Kairi li avevano già visti e si stavano avvicinando a loro. L’albino aveva un’espressione molto arrabbiata e si stava avvicinando con passo minaccioso.
“Che ci fate qui?” domandò.
“Ehm ecco noi...” iniziò Lucas, ma non sapeva cosa dire.
“Stiamo cercando funghi!” esclamò Wakka, dicendo la prima cosa che gli stava passando per la testa.
“In spiaggia?” chiese la rossa.
“Sì! Ho letto su un libro...”
“Vi stavamo spiando!” confessò Tidus.
“Ho capito!” esclamò il ragazzo dai capelli arancioni, sbiancando. “siete alieni che volete conquistare il mondo... e lo era anche Sora...”
“Wakka devi smetterla di guardare film di fantascienza!” gli consigliò il suo migliore amico, allibito.
Il Re, che era appena scesa dalla Gummiship, si avvicinò a Riku.
“Avete ricevuto la mia lettera?” chiese.
“Sì... ma abbiamo un problema...” rispose l’albino.
Paperino e Pippo si avvicinarono ai ragazzi, pronti ad abbracciare Sora.
“Dov’è Sora?” chiese il mago.
“È questo il problema...” continuò l’argenteo.
“Se n’è andato!” esclamò Lucas, saltando fuori dal cespuglio, seguito da Tidus e Wakka.
“Non potresti fingerti triste?” gli chiese il biondo, un po’ irritato.
“E perché dovrei? Forse hai ragione... ora non ho più nessuno da chiamare fallito...” disse il ragazzo, fingendosi triste.
“E questi chi sono?” domandò Pippo.
“Sono nostri amici...” rispose Kairi.
“Riku, che cosa intende dire con la frase ‘Sora se n’è andato’?” chiese il Re.
“Ehm ecco... io e Kairi abbiamo litigato con Sora... e, a quanto pare, un Nessuno è venuto qua e lo ha portato via... anzi lui se n’è andato, di sua spontanea volontà.”
“Più parlano, meno ci capisco...” sussurrò Wakka, all’orecchio di Tidus.
“Loro due lo hanno visto andarsene.” continuò l’albino, indicando i due amici.
“Ok. Raccontatemi cosa è successo.” disse Re Topolino.
I due amici iniziarono a raccontare, ancora una volta, quello che avevano visto e quello che aveva detto Sora.
Nello stesso momento, nella nuova casa del moretto, lui ed il suo nuovo amico stavano parlando.
“Se vuoi... puoi andare a trovare i tuoi... ex-amici...” disse Xander.
“Sì... così mi alleno con i miei poteri.”
“Mi raccomando. Non cacciarti nei guai!”.
Come risposta, Sora sorrise ed aprì un passaggio oscuro. Vi entrò e si ritrovò alle Isole del Destino, dove vide la Gummiship parcheggiata sulla spiaggia. Sentì la voce di Tidus che stava raccontando quello che lui aveva fatto e si nascose dietro un albero, ascoltando tutto il discorso. Solo quando finì, decise di uscire allo scoperto.
“Stavate parlando di me?” chiese, sorridendo.
“Sora!” esclamò Riku. “Ma... come ti sei conciato?”
“Wow! Mi parli ancora? Comunque, io mi vesto come voglio e... il mio nome non è più Sora ma è Xora!”
“Che cosa significa?” domandò il Re.
“Significa che... non potete più contare sul mio aiuto...”
“Perché?” chiese Kairi, un po’ triste, e il sorriso scomparve dal volto del moretto.
“Tu non devi assolutamente parlare con me!” sibilò.
“Non parlarle così!” ordinò Lucas.
“Altrimenti che mi fai? Vai a chiamare i tuoi amichetti e mi picchi?” chiese l’altro, scoppiando in una fragorosa risata.
Il ragazzo dagli occhi castani fece qualche passo avanti, afferrando Sora per un polso.
“Potrei spaccarti la faccia anche da solo!” sussurrò, guardandolo con disprezzo.
“Ti consiglio di non toccarmi... potresti farti del male...” suggerì il moretto.
“Che paura. Vuoi picchiarmi?”
“Io no. Ma Xander non vuole che nessuno mi tocchi... le mie guardie del corpo potrebbero farti del male...” spiegò il ragazzo dagli occhi blu, indicando qualcosa con un cenno della testa.
Lucas seguì il suo sguardo e vide degli strani esserini neri, accompagnati da altri bianchi. Lasciò il polso dell’avversario ed indietreggiò, spaventato.
“Ma quelli sono Heartless e Nessuno.” disse Kairi, spaventata.
“Brava Kairi... o meglio, Principessa del Male. Non ti credevo così intelligente.”
“Che cosa significa che sono le tue guardie del corpo?” domandò Paperino.
“Significa che sono disposti a farsi uccidere per salvarmi!”.
Riku evocò il suo Keyblade ed iniziò ad attaccare i nemici, tagliuzzandoli uno alla volta ed uccidendoli.
“Riku... perché vuoi distruggere i miei amici?” chiese Sora, triste.
“Sora che stai dicendo? Noi siamo i tuoi amici!” esclamò l’albino, e il ragazzo dagli occhi blu strinse i pugni.
“Non sembravate così amichevoli quando mi avete voltato le spalle. Voi non siete più miei amici.” sibilò, guardando il suolo vicino ai suoi piedi e gli occhi vennero coperti dalla frangetta. “Tu vuoi farmi ritornare dalla vostra parte solo perché non potete chiudere le porte senza di me, vero? Beh sai cosa ti dico. Che io e Xander abbiamo intenzione di aprire le porte del Kingdom Hearts e far sparire tutti i mondi!”
“Sora... perché fai questo?” chiese la rossa, spaventata.
“È soprattutto colpa tua, un po’ anche di Riku. Se voi non mi aveste voltato le spalle io adesso sarei lì, a combattere al vostro fianco...”
“Sora...”
“Stai zitto!” gridò lui, interrompendo l’albino e guardandolo negli occhi con odio.
Evocò il suo Keyblade, ma solo per rabbia non perché voleva attaccare l’amico... non in quel momento almeno.
Con molta cautela, fece apparire molti Heartless e gli scagliò contro Riku, Paperino, Pippo e Re Topolino. I piccoli esserini neri erano comparsi senza perdere tempo: Sora aveva imparato ad usare un nuovo potere.
Kairi, Tidus, Wakka e Lucas restarono in disparte, vicino ad un albero, per assistere al combattimento, facendo il tifo per i loro amici.
Il moretto voleva far provare alla rossa la stessa sofferenza che lei gli aveva fatto provare. Il suo sguardo cadde su Lucas; in quel periodo, lei era innamorata di lui, quindi per farla soffrire, Sora doveva far del male al ragazzo. Non gli dispiaceva affatto: Lucas era sempre stato cattivo nei suoi confronti. Finalmente avrebbe ottenuto la sua vendetta.
“Ciao Lucas...” lo salutò Sora, avvicinandosi lentamente.
“Che cosa vuoi?” domandò il ragazzo, stizzito e con tono poco amichevole.
“Gentile come sempre...” disse il moretto, poi guardo Riku. “Sai... in questo momento, Riku è l’unico che può difenderti, ma ora è impegnato…”
“Ricordati che anche io sono una Custode del Keyblade!” si intromise Kairi.
“Sto già tremando dalla paura...” sussurrò Sora, mettendosi le mani davanti alla bocca. “Ti prego non farmi del male!” poi sorrise e usò il potere oscuro per scaraventare la ragazza lontano da loro.
“Tu non sei Sora... Sora non avrebbe mai fatto del male a Kairi...” disse Lucas, spaventato.
“Ma che bravo... ci hai messo un po’ a capirlo... io sono Xora.” mormorò, avvicinandosi al ragazzo.
“Cosa vuoi fare?”
“Fartela pagare per tutto quello che mi hai fatto in tutti questi anni!”
“Perché ti ho sempre chiamato fallito?”
“Si può dire che quello è irrilevante. Tu sai che io sto male quando qualcuno si mette a parlare di mio padre...”
“Sì... piuttosto che continuare a vivere con un figlio come te, ha preferito andarsene.” disse l’altro, con tono di sfida.
A quelle parole, il moretto perse il controllo delle sue azioni: strinse la mano destra così forte da sentire le proprie unghie affondare nella carne, la alzò così lentamente che sembrava che stesse andando a rallentatore, poi tirò un pugno in faccia a Lucas con tale forza da fargli picchiare la testa contro l’albero che si trovava dietro di lui.
“La pagherai cara!” sibilò.
Tidus e Wakka indietreggiarono spaventati: non conoscevano benissimo Sora ma sapevano che lui non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Quello non era il Sora che conoscevano loro.
Il ragazzo dagli occhi blu alzò il braccio, pronto a sferrare un altro colpo, ma qualcuno gli afferrò il polso.
“Non ne vale la pena...” disse Xander.
“Lasciami andare!” ringhiò, cercando di liberarsi.
“Non abbassarti al suo livello...”.
Il moretto si divincolò per qualche secondo, ma poi si calmò, abbassando lentamente il braccio.
“Portami via da qui...” sussurrò.
Il Nessuno annuì ed aprì un passaggio oscuro, dove sparirono all’interno.
“Sora!” lo chiamò Riku, ma quest’ultimo non voleva sentire un’altra parola e, prima che il passaggio si richiudesse del tutto, ordinò agli Heartless ed ai Nessuno di attaccare i suoi ex-amici.
L’albino iniziò a combattere contro i nemici, con l’aiuto di Paperino, Pippo e del Re, ma il suo pensiero era fisso solo su Sora. Era stato uno stupido a voltargli le spalle e la sua stupidità lo rendeva furioso. Per cercare di calmarsi, si sfogava uccidendo tutti gli Heartless che aveva vicino, infatti, il combattimento durò pochi minuti.
Intanto, Tidus si era avvicinato a Kairi e Wakka stava controllando il naso di Lucas, dal quale usciva molto sangue.
“Stai bene?” gli chiese.
“Giuro che quando lo trovo lo ammazzo!” gridò il ragazzo dagli occhi castani, mettendosi una mano sul naso.
“È già furioso così, non farlo imbestialire ancora di più!” sibilò Riku.
“Già... ma, per curiosità... chi stava baciando Sora?” chiese il biondo, alla rossa.
“Hanna...” sussurrò lei, abbassando lo sguardo.
Tidus e Wakka scoppiarono a ridere, credendo che fosse uno scherzo, ma si fermarono vedendo gli sguardi degli altri tre.
“Non era uno scherzo?” domandò il biondo.
“No...”
“Oh andiamo, Kairi. Lo sanno tutti che Sora, piuttosto che mettersi con Hanna, preferirebbe farsi prete...” commentò il ragazzo dai capelli arancioni.
“Ma io l’ho visto. Lui e Hanna erano al bar e... il giorno dopo l’ho lasciato.”
“Aspetta... c’eravamo anche noi al bar, quel giorno. Ricordi Tidus? Però non ricordo di aver visto Sora e Hanna baciarsi...” disse Wakka, ed il biondo spalancò gli occhi.
“Certo che non si sono baciati! Sora si è avvicinato a Hanna ma solo per riprendere il ciondolo che lei gli aveva rubato...”
“Quale ciondolo?” domandò Riku.
“Quello di suo padre...”
“Ho combinato un guaio allora...” mormorò la rossa. “Io l’ho incolpato... per niente. Questo non me lo perdonerà mai.”
“È strano...” sussurrò Re Topolino, che teneva lo sguardo ancora fisso sul punto in cui era scomparso Sora.
“Che cosa?” chiese l’albino.
“Sora è troppo buono... è impossibile che sia sopravvissuto a tutta quell’Oscurità. Una persona come lui... non avrebbe resistito... sarebbe morto dopo poche ore...”
“Però Sora è forte. Forse si è salvato per quello. Comunque, dobbiamo aiutarlo!”
“Bene. Cosa facciamo?” domandò Tidus, pronto per partire per un’avventura.
“Voi niente!”
“Cosa? Come niente? Noi vi abbiamo aiutato!” gli ricordò Wakka.
“Forse potrebbero aiutarci a far tornare Sora come prima...” disse il Re, dopo qualche minuto di silenzio.
Ecco qua il secondo capitolo. Spero che vi piaccia.
Scusate se aggiorno così in ritardo, ma non ho più tempo di fare niente T^T Non riesco né a scrivere le mie storie né a leggere quelle degli altri... tutta colpa della scuola... ci hanno preso per computer. Ci credete che dopodomani ho tre interrogazioni in un giorno? OMG! Come faccio a studiare?
Vabbé, ora meglio parlare della fanfic.
Xander è un Nessuno molto tenero... non è vero?
A Sora piace il suo nuovo nome, ma preferisce farsi chiamare ancora Sora: ha detto di chiamarsi Xora, solo per far capire agli 'amici' che non vuole più collaborare con loro. Wakka, invece, non sa proprio inventarsi scuse decenti... XD
In questo capitolo, Lucas si è beccato un pugno in faccia... ma questo è solo l'inizio.
Come ho già detto, Sora non sarà cattivo al 100%, ma sarà cattivo... soprattutto con chi lo prende in giro.
Ora vado a studiare, perché domani ho una verifica (ma quante cose ho?).
Ciao a tutti!!!
PS: Ho capito perché quando scrivo '...', mi mette quei segni strani. Word mi fa la correzione automatica e mi formatta i puntini. Quando pubblico qua ogni capitolo, devo riscriverli tutti. Chiedo scusa in anticipo se me n'è scappato qualcuno.