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Torna come prima, Gen: Avventura, Dark | Nota: OOC | Rating: Giallo | Personaggi: Sora, Riku, Kairi, Nu
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Soral

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/1/2010, 20:47


Salve a tutti! Questa è la prima fanfic che pubblico su questo sito: ho scelto questa perché è quella che ha avuto più successo, pertanto spero che vi piaccia.
In questa fanfic Sora inizierà ad usare il potere oscuro, ma non diventerà cattivo al 100%.

Beh, detto questo vi lascio alla fanfic, ricordandovi che i personaggi non sono miei, ma sono di Tetsuya Nomura e la storia non è scritta a scopo di lucro.






Capitolo 1: Xander


Sora e Kairi si erano lasciati da poco a causa di un litigio scatenato dalla ragazza. Lei diceva di aver visto il ragazzo baciare un’altra, ma senza dire il nome. Il moretto continuava a smentire le accuse, dicendo che non l’aveva mai tradite e che almeno voleva sapere il nome della ragazza misteriosa, inoltre, le aveva ricordato che erano stati tutto il giorno insieme.
La litigata era finita con un “Ti mollo” da parte della rossa che, esasperata, se n’era andata senza rispondere alle domande di Sora.
Quella sera, il ragazzo era tornato a casa e si era subito piombato in camera sua, senza mangiare e mettendosi a piangere come un bambino: non aveva mai pensato che l’amore potesse essere così doloroso.
Quello, però, era solo l’inizio di una terribile avventura. Infatti, il giorno dopo, scoprì che nemmeno Riku gli voleva più parlare, perché aveva ferito i sentimenti di Kairi.
Sora avrebbe voluto sprofondare sotto terra: in meno di due giorni, la sua fidanzata ed il suo migliore amico lo avevano tradito, per di più, per una cavolata che si era inventata la ragazza.
A causa di quel tradimento, il moretto era cambiato radicalmente: era diventato piuttosto irascibile e se la prendeva con chiunque gli passasse vicino. Inoltre era anche furioso, perché Kairi aveva iniziato ad uscire con la persona che Sora non sopportava: Lucas. Quest’ultimo era un ragazzo della stessa età del moretto, un po’ più alto di lui e si credeva il padrone delle Isole del Destino. Aveva i capelli neri e appuntiti, sempre ingellati, e gli occhi castani e molto inquietanti. Lui ed i suoi due migliori amici se ne andavano tutto il giorno in giro per l’isola, prendendo in giro i ragazzini più piccoli di loro e, a volte, picchiandoli. Inoltre, avevano preso di mira Sora fin da quando era bambino. Lo chiamavano fallito e lo prendevano in giro perché non aveva mai conosciuto il padre; lui, ogni volta, ci restava malissimo, ma non ci dava peso perché non voleva abbassarsi al suo livello.
Ma in quel periodo, ogni volta che vedeva Kairi e Lucas ridere insieme e, a volte, sbaciucchiarsi, si imbestialiva e rompeva tutto quello che aveva in mano.

“Ciao Sora!” lo salutò Tidus, arrivando sull’isola con l’albero di Paopu.
“Ciao!” sibilò l’altro, senza guardarlo in faccia, ma tenendo gli occhi fissi davanti a lui.
Il biondo seguì il suo sguardo e vide Kairi e Lucas, immersi in un lungo bacio molto passionale.
“Li odio! Li odio! Li odio!” sibilò il moretto a denti stretti, spezzando il bastoncino che teneva in mano.
“S-Sora... che ne dici se facciamo una sfida?” chiese Tidus, cercando di calmarlo.
“No, grazie. Non ho voglia!”.
In quel momento, li raggiunse anche Wakka che era allegro, come tutti i giorni.
“Ciao Tidus! Ciao Sora!” esclamò.
“Ciao Wakka!” lo salutò il suo migliore amico.
“Ciao...” mugugnò il ragazzo dagli occhi blu.
“Che vitalità...” mormorò il ragazzo dai capelli rossi. “Allora che si fa?”
“Io non faccio niente. Voi fate quello che volete.” affermò Sora, iniziando a camminare lungo il bagnasciuga.
“Non puoi tenere il muso per sempre!” lo rimproverò Wakka, inseguendolo.
Il moretto non lo ascoltò e continuò a camminare, fino a che non inciampò in qualcosa di strano: oltre alle persone, anche gli oggetti lo facevano impazzire...
Abbassò lo sguardo e vide che era una bottiglia di vetro... e dentro c’era qualcosa... con un disegno. Sora spalancò gli occhi quando riconobbe il sigillo del Re. Raccolse la bottiglia e, senza perdere tempo, tirò fuori il foglio di carta, iniziando a leggerlo.
“Sì!” esclamò, finendo di leggere. “Che bella notizia! Me ne vado!”
“Dove vai?” chiese Tidus.
“Lontano da qui. Lontanissimo. Così quella strega non mi vedrà mai più!” spiegò l’altro, facendo una risata malefica.
“S-Stai bene, Sora?” gli chiese Wakka, preoccupato per l’amico. Ultimamente era impazzito un pochino ed aveva parecchi sbalzi di umore.
“Mai stato meglio! Dovrò aspettare ancora qualche giorno... poi me ne andrò via! Per sempre!”.
Gli altri due si scambiarono un’occhiata preoccupata.
“Non te ne vuoi andare subito?” sussurrò una voce, vicino all’orecchio del ragazzo dagli occhi blu.
Quest’ultimo si girò di scatto, ma non c’era niente. Si guardò intorno per alcune volte, ma non c’era nessuno, a parte gli alberi.
“Avete sentito anche voi una voce, o sto impazzendo davvero?” chiese i suoi amici.
“Sì, io l’ho sentita. Però... qua non c’è nessuno. Chi può aver parlato? Forse stiamo impazzendo tutti e tre...” suggerì Tidus.
A quelle parole, si aprì un passaggio nero proprio davanti a loro tre e Sora lo riconobbe subito: era identico a quelle che usavano i Nessuno per spostarsi da un posto all’altro. La sua missione stava iniziando prima del previsto…
Dal passaggio, ne uscì subito un uomo molto alto e muscoloso, con un soprabito nero e un cappuccio gli copriva il volto. Sembrava un componente dell’Organizzazione XIII...
“Non vi preoccupate, non state impazzendo!” li rassicurò il Nessuno.
“Chi sei tu?” chiese il moretto.
“Mi chiamo Xander.” si presentò l’uomo misterioso. “E sono venuto qua per te!”
“Per me?”
“Esatto. So cosa ti ha fatto la principessa... è stata molto crudele con te.”
“Sì, questo lo so. Per fortuna che è una Principessa del Cuore...”
“Se vuoi, io e te potremmo collaborare...”
“Io e te? Cosa me ne viene in tasca?”
Xander indicò la bottiglia che Sora stringeva ancora tra le mani.
“Ti usano e quando non gli servi più, se ne vanno. Qualcuno ti ha mai chiesto per favore? No. Se ne sono fregati di te. Ti hanno dato il Keyblade e ti hanno detto: ‘Salva i mondi! Salva i mondi!’. Tu rischiavi la vita e quelli che consideri amici se ne stavano fermi ad aspettare. Tu hai rischiato la vita per lei… e lei ti tradisce con il tuo nemico.”.
Il ragazzo dagli occhi blu restò in silenzio: quello che diceva quel Nessuno era vero, ma lui non voleva diventare lo schiavetto di qualcun’altro.
“Non dimenticarti che Kairi si è anche dimenticata di te...”
Tidus e Wakka guardarono Sora, senza capire di cosa stava parlando quell’uomo.
“No, grazie.” rispose il moretto. “Non mi va di essere il tuo schiavetto!”
“No, non hai capito quello che voglio dire. Tu devi solo aiutarmi... io non ti darò nessun ordine. Tu sarai... libero.”
“Beh... in questo caso... potrei farci un pensierino...”.
Il ragazzo dagli occhi blu restò in silenzio per qualche minuto, guardando l’uomo negli occhi. Uno strano sorrisetto gli si dipinse sul volto, poi lascio cadere la bottiglia a terra, che non si ruppe grazie alla sabbia che attutì il colpo.
“Mostrami la mia nuova casa!” esclamò il moretto, facendo qualche passo verso Xander. Quest’ultimo sorrise ed aprì un passaggio oscuro, nel quale sparirono entrambi.
Tidus e Wakka restarono a guardare il punto in cui era sparito il loro amico per parecchi minuti, con bocca ed occhi spalancati.
“Dobbiamo dirlo a Riku. Lui è il suo migliore amico...” propose il biondo, quando si riprese.
“Era... il suo migliore amico.” lo corresse l’altro.
“Però lo conosce meglio di noi.”.
Tidus raccolse la bottiglia da terra, tirò fuori la lettera e la lesse ad alta voce, in modo che potesse sentire anche Wakka.
“Caro Sora,
gli Heartless e i Nessuno sono riapparsi. Tu, Riku e Kairi dovete andare a controllare cosa sta succedendo. Verrò io a prendervi tra qualche giorno.
Re Topolino.”.
I due ragazzi si scambiarono un’occhiata stranita. Leggendo quella lettera, ci avevano capito meno di quello che già sapevano.
“Ci hai capito qualcosa?” chiese il ragazzo dai capelli arancioni all’amico.
“No. Andiamo a chiedere spiegazioni a Riku e Kairi... lo sanno sicuramente qualcosa... i loro nomi compaiono nella lettera...”.
I due ragazzi non persero altro tempo e si precipitarono alla ricerca degli altri due.
“Riku!” gridò Tidus, quando lo vide. Di corsa, i due amici raggiunsero l’albino che si trovava insieme a Kairi e Lucas.
“Finalmente vi abbiamo trovato!” esclamò Wakka, ansimando.
“Si può sapere che avete?” chiese Lucas, stizzito.
“Si tratta di Sora!” tagliò corto Tidus.
“Se voleva scusarsi con Kairi, poteva venire qua, non mandare voi!” ribatté l’argenteo.
“No, non si tratta di quello.” continuò il biondo. “È che... insomma...”
“Sora è stato rapito!” strillò l’altro.
Kairi trattenne un urlo e Riku quasi cadde dall’albero su cui era seduto.
“Wakka... non è stato rapito. Ehm se n’è andato da solo. Insomma... un uomo vestito di nero, che dovrebbe chiamarsi Xander, è venuto qua. Ha iniziato a parlare con Sora... su qualcosa di strano... quell’uomo ha detto che lo stavano solo usando e nessuno gli ha mai detto per favore...”
“Ha parlato anche di una principessa!” aggiunse Wakka.
“Sora ha detto che non voleva essere il suo schiavetto e quell’uomo gli ha risposto che doveva solo aiutarlo e che non gli avrebbe dato mai ordini...”
“A quel punto Sora se n’è andato...”
“Lasciando cadere la bottiglia.” concluse Tidus.
“Bottiglia? Quale bottiglia?” domandò Riku.
Il biondo gli porse la bottiglia, che aveva tenuto in mano fino a quel momento, in cui aveva rimesso la lettera.
“Quella lettera è per Sora, ma ci sono anche i vostri nomi. Siamo venuti a cercarvi nella speranza che ci diceste qualcosa in più sull’accaduto.”.
L’albino sbiancò quando vide il sigillo del Re. Strappò la bottiglia dalle mani di Tidus ed iniziò a leggere la lettera insieme a Kairi.
“Chi è quel re?” domandò Tidus, curioso, quando l’argenteo alzò la testa dal foglio.
“Avete letto la lettera?” chiese lui.
“Beh ecco... dopo che l’ha letta Sora, ci ha detto che se ne sarebbe andato e non avrebbe più rivisto Kairi...” confessò il biondo.
“Fantastico!” esclamò Riku, furioso. “Lui era l’elemento principale. Come faremo senza di lui?”.

Il moretto, intanto, aveva sentito tutta la conversazione: si era nascosto dietro ad un albero con Xander. Sentendo quelle parole, aveva avuto la certezza che loro lo stavano solo usando: lui era solo la chiava.
“Voglio andarmene da qui!” sibilò ed il Nessuno aprì un passaggio oscuro.
“Non posso usare anch’io i poteri oscuri?” domandò Sora, entrando nel passaggio.
“Se vuoi...”.
I due arrivarono in una casa davvero strana. Più che una casa, sembrava un castello e aveva tantissime porte. Inoltre era tutto nero...
“Amanti del nero...” commentò il ragazzo dagli occhi blu.
Xander mostro al ragazzo la sua camera. Era una stanza molto grande per una sola persona ed era troppo vuota: vicino a una parete c’era un armadio, sull’altra un letto; entrambi erano neri.
“Allora stavo dicendo... se vuoi posso darti il potere oscuro. Ma...”
“C’è un ma?”
“Sì, vedi... tu sei troppo buono, nel tuo cuore c’è troppa Luce. Se vuoi, io posso darti il potere oscuro, ma tu soffrirai molto... almeno per i primi giorni.”
“Dopo?”
“Dopo non sentirai più niente e potrai usare i tuoi nuovi poteri a tuo piacimento.”.
“Penso di poter resistere a un po’ di dolore...” affermò Sora, sorridendo.
“Non è solo un po’ di dolore. Ti ho detto che soffrirai molto.”
“Non importa. Per qualche giorno resisterò. Lo possiamo fare subito?”.
Xander annuì ed il moretto si mise davanti a lui, guardandolo. Sembrava un tipo così inquietante, non gli aveva ancora mostrato il suo volto.
“Se senti troppo male, dimmelo che mi fermo.”
“Non ce ne sarà bisogno!” esclamò Sora, sicuro di sé.
Il Nessuno si inginocchiò davanti a lui e, finalmente, si tolse il cappuccio, guardando il ragazzo negli occhi. Aveva i capelli neri e appunti e gli occhi... erano blu e così dolci. Non aveva l’aria di una persona cattiva.
“Sei pronto?” chiese Xander e il ragazzo annuì.
Il Nessuno chiuse gli occhi ed appoggiò una mano sul petto del ragazzo, poi mormorò qualche parola, così piano che Sora non riuscì a sentire quello che stava dicendo, anche se erano molto vicini.
Quando Xander riaprì gli occhi, il moretto sentì una terribile fitta al cuore che lo fece cadere in ginocchio; l’altro lo seguì, senza staccare la mano dal suo petto.
“Sora...”
“Continua...” ansimò il ragazzo.
Ad ogni minuto che passava, le fitte al cuore del moretto continuavano ad aumentare, ma lui voleva essere forte e cercava di non gridare. Dopo un tempo a che lui parve infinito, il Nessuno staccò la mano dal suo petto, ma le fitte non cessarono: continuavano ad essere costanti e molto forti.
Sora non riusciva più a muoversi a causa del dolore e cadde in uno stato di semi incoscienza: teneva gli occhi chiusi e non riusciva a parlare, però riusciva a sentire ogni singolo rumore intorno a lui e, soprattutto, sentiva le terribili fitte al cuore.
Xander lo sollevò da terra con delicatezza e lo posò sul morbido letto, sedendosi accanto a lui e vegliando sul suo sonno.
Quando una fitta fu più forte delle altre, il moretto non riuscì a trattenere un grido di dolore e il Nessuno gli strinse forte la mano, per confortarlo.
“Resisti solo qualche giorno...” gli sussurrò all’orecchio, iniziando ad accarezzargli i capelli.
Sora si chiese perché si stava preoccupando così tanto per lui. Sembrava che tenesse molto al ragazzo... era un Nessuno diverso dagli altri...

Il ragazzo restò a letto per altri due giorni interi e Xander non lo lasciò solo un minuto, poi il dolore al cuore iniziò ad affievolirsi piano piano, fino a sparire del tutto. Lentamente, aprì gli occhi e si guardò intorno, finché non incrociò lo sguardo del Nessuno.
“Perché sei stato vicino per questi due giorni?” domandò Sora, curioso.
“Perché io ti voglio bene, Sora.” rispose l’altro.
“Credevo che i Nessuno non potessero provare sentimenti.”
“Non è detto che io sia un Nessuno.”.
Il moretto lo guardò dritto negli occhi, senza capire quello che volesse dire.
“Intendo che non sono un Nessuno come gli altri...” si affrettò a spiegare Xander. “Ce la fai ad alzarti?”.
Sora si alzò dal letto, sebbene con un po’ di fatica. Si sentiva diverso, sentiva un nuovo potere dentro di sé.
“Voglio provare i miei nuovi poteri!” esclamò, sorridendo.







Fine del primo capitolo.
Spero che vi sia piaciuto. Fatemi sapere.
Ci sentiamo al prossimo capitolo

Edited by -soral- - 18/10/2009, 21:44

«Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a disegnare il rumore di un petalo di rosa che cade su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito.» Jim Morrison

«Axel! A-X-E-L! Got it memorized?» Axel : Kingdom Hearts


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L'angelo perduto che cammina sul sottile filo che separa il giorno dalla notte...

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Perditempo a pagamento

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mi piace questa fic, l'inizo promette bene con questo Sora che si sente usato °ç°
Voglio vedere come continua :sisi:

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CITAZIONE
Madara scrive:
*spuntano fuori tutte storie tra amori impossibili
*verrà fuori anche quello tra una formica è una bambina
*Bambina: ma io lo amo
*Formica: lfwkhowhqgihiqgwqoig
*Mamma: D8 ma è una formica
*Bambina: D8< e allora?tu ti sei sposata con papà
*Papà: *Pirat
Raph is a Good Boy scrive:
*Voglio i diritti.

 
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il silenzioso sicario che guarda la città da sopra il castello oscuro

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Ottimo come primo capitolo, non c'è che dire ^^
Il primo capitolo della mia fic (non il prologo, proprio il primo capitolo) al confronto fa completamente schifo...

Ma solo una cosa non mi è chiara: ogni tanto, alla fine di una parola, c'è questo "suffisso" (se così si può chiamare): …
Cosa significa? Se ha un significato ti prego di dirmelo, mentre, se è un errore di scrittura, cerca di eliminarlo, almeno nei prossimi capitoli, perché a me rende la lettura pesante e difficile, non so agli altri...

http://www.youtube.com/watch?v=riwxbh_n_WM

Il miglior combattente non è un pugile, un karateka o un Judoka. Il miglior combattente è qualcuno che si può adattare a qualsiasi stile di combattimento.

Quando non si ha una forma, si può avere qualsiasi forma; quando non si ha uno stile, si può avere qualsiasi stile.

La cintura serve solo a tenere su i pantaloni.


Io sorriderò per farti male
la febbre che sale non la fermerò.

E ti prendono in giro se continui a cercarla
ma non darti per vinto, perché
chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te.


They say that life's a carousel
Spinning fast, you've got to ride it well
The world is full of Kings and Queens
Who blind your eyes and steal your dreams
It's Heaven and Hell


Non aver paura di colpirmi.
Non aver paura di farmi male.
Non aver paura di sfottermi.
Non aver paura di uccidermi.
Non aver paura di me.
Ma ricordati che,
Se mi colpirai, io mi rialzerò.
Se mi farai male, io te ne farò di più.
Se mi sfotterai, io ti dirò in faccia quello che penso di te.
Se mi ucciderai, mi avrai sulla coscienza per tutta la vita.
Non vivrai più.
Ti tormenterò fino a condurti alla morte.
E, una volta giunto all'inferno, chinerai la testa al mio cospetto.
E allora avrò finalmente avuto la mia rivincita.
 
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L'angelo perduto che cammina sul sottile filo che separa il giorno dalla notte...

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/1/2010, 01:25


Ti rispondo io ^^
Quando posti un capitolo qui nella community, se prima di postarlo guardi l'anteprima e ci fai caso, al posto dei puntini o delle lettere accentate ci sono quei simboli... Non so come abbia fatto soral a farli rientrare nel capitolo, ma stai tranquillo che non è nulla di strano ^^

 
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Soral

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Scusate! Si vede che è la prima fanfic che pubblico... ho già sbagliato... :sob:
Comunque, ho eliminato i simboli e ho messo i puntini. Spero di averli messi tutti. Non so nemmeno io come ho fatto a farli apparire XD
Grazie a tutti per i commenti.

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il silenzioso sicario che guarda la città da sopra il castello oscuro

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 6/1/2010, 13:29


Ebbè, c'è una prima volta per tutti!
*si dà un'aria da veterano
*poi scopre che anche lui è un novellino e si dispera

Trovo comunque che sia un "primo capitolo" molto ben scritto, complimenti!
Se ti piace KH e se hai voglia di leggere una cosa che spaccio per fan fiction (in realtà per ora è solo il prologo XD), dai un'occhiata alla mia fic!
Purtroppo non posso metterti il link qui perché ho un pc di merda, ma non dovrebbe essere un problema, dato che l'ho messo nella firma, come primo messaggio... XD

Se ci vai, fammi sapere!

http://www.youtube.com/watch?v=riwxbh_n_WM

Il miglior combattente non è un pugile, un karateka o un Judoka. Il miglior combattente è qualcuno che si può adattare a qualsiasi stile di combattimento.

Quando non si ha una forma, si può avere qualsiasi forma; quando non si ha uno stile, si può avere qualsiasi stile.

La cintura serve solo a tenere su i pantaloni.


Io sorriderò per farti male
la febbre che sale non la fermerò.

E ti prendono in giro se continui a cercarla
ma non darti per vinto, perché
chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te.


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Non aver paura di colpirmi.
Non aver paura di farmi male.
Non aver paura di sfottermi.
Non aver paura di uccidermi.
Non aver paura di me.
Ma ricordati che,
Se mi colpirai, io mi rialzerò.
Se mi farai male, io te ne farò di più.
Se mi sfotterai, io ti dirò in faccia quello che penso di te.
Se mi ucciderai, mi avrai sulla coscienza per tutta la vita.
Non vivrai più.
Ti tormenterò fino a condurti alla morte.
E, una volta giunto all'inferno, chinerai la testa al mio cospetto.
E allora avrò finalmente avuto la mia rivincita.
 
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Soral

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Capitolo 2: Il nuovo Sora


Xander spiegò a Sora, nei minimi dettagli, quello che doveva fare per usare i suoi nuovi poteri. Iniziò da quello più semplice, ovvero aprire passaggi oscuri.
In breve tempo, il ragazzo imparò ad aprirli alla perfezione, ma con gli altri poteri, gli ci voleva molto allenamento, soprattutto con gli Heartless...
“Se vuoi abitare in questa casa... devi indossare qualcosa di... nero.” lo informò il Nessuno, mostrandogli la sua divisa.
“D’accordo. Ma stai attento a... ecco... non confondermi con l’arredamento della casa!” ironizzò il moretto, mettendosi a ridere e strappando un sorriso anche a Xander.
“Inoltre, ho ordinato agli Heartless ed ai Nessuno di essere le tue guardie del corpo.”
“Grazie, ma non ho bisogno di tutte queste protezioni... non sono più un bambino.”
“Per me lo sei ancora...” pensò l’altro.
“Secondo te, posso ancora evocare il Keyblade?” chiese il ragazzo dagli occhi blu, guardandolo in faccia.
“Certo... ma credo che lo troverai... diverso...”.
Sora, curioso, provò ad evocare il suo Keyblade. Ci riuscì, ma come aveva detto il Nessuno, era diverso: la sua solita arma, Ultima Weapon, però, nera; come Keyholder aveva attaccato un piccolo diamante nero ed aveva un potere oscuro eccezionale.
“A proposito, se ti va, il tuo nome non è più Sora... ma è Xora!”.
Il moretto sorrise: gli piaceva il suo nuovo nome... ma preferiva essere chiamato come al solito.

Intanto, sulle Isole del Destino, Riku e Kairi stava aspettando l’arrivo del Re. Da quando era arriva la sua lettera, Tidus, Wakka e Lucas continuavano a stargli appiccicati come delle caramelle.
“Voi restate qui!” ordinò l’albino ai tre ragazzi, mentre si trovavano sulla strada che portava alla spiaggia.
“Perché?” chiese il ragazzo dai capelli neri.
“Restate qui. Punto e basta!”.
I due Custodi del Keyblade si diressero verso l’isoletta con l’albero di Paopu: il Re sarebbe atterrato sicuramente lì con la Gummiship.
“Non possono averla vinta così!” esclamò Lucas, stizzito.
“Che vuoi fare?” gli chiese Tidus.
“Mi sembra ovvio: seguirli!”
“Ma... Lucas, forse non vogliono che andiamo con loro perché potrebbe essere pericoloso.” cercò di farlo ragionare Wakka.
Il ragazzo non lo ascoltò e, senza farsi vedere da Riku e Kairi, li seguì. Alla fine, gli altri due ragazzi si arresero e seguirono il loro amico.
Quando l’albino e la rossa si fermarono sotto l’albero con i frutti a forma di stella, gli altri tre ragazzi si nascosero dietro ai cespugli, osservando quello che facevano gli amici.
“Secondo voi, cosa stanno aspettando?” domandò Lucas, ma gli altri due non riuscirono a rispondere, in quanto videro una navicella atterrare proprio vicino ai due ragazzi.
“Oddio... quello cos’è?” sussurrò Tidus, sbiancando.
“Gli alieni ci attaccano!” strillò Wakka, e Lucas gli tappò la bocca con una mando.
“Idiota! Vuoi farci scoprire?” chiese, ma era troppo tardi. Infatti, Riku e Kairi li avevano già visti e si stavano avvicinando a loro. L’albino aveva un’espressione molto arrabbiata e si stava avvicinando con passo minaccioso.
“Che ci fate qui?” domandò.
“Ehm ecco noi...” iniziò Lucas, ma non sapeva cosa dire.
“Stiamo cercando funghi!” esclamò Wakka, dicendo la prima cosa che gli stava passando per la testa.
“In spiaggia?” chiese la rossa.
“Sì! Ho letto su un libro...”
“Vi stavamo spiando!” confessò Tidus.
“Ho capito!” esclamò il ragazzo dai capelli arancioni, sbiancando. “siete alieni che volete conquistare il mondo... e lo era anche Sora...”
“Wakka devi smetterla di guardare film di fantascienza!” gli consigliò il suo migliore amico, allibito.

Il Re, che era appena scesa dalla Gummiship, si avvicinò a Riku.
“Avete ricevuto la mia lettera?” chiese.
“Sì... ma abbiamo un problema...” rispose l’albino.
Paperino e Pippo si avvicinarono ai ragazzi, pronti ad abbracciare Sora.
“Dov’è Sora?” chiese il mago.
“È questo il problema...” continuò l’argenteo.
“Se n’è andato!” esclamò Lucas, saltando fuori dal cespuglio, seguito da Tidus e Wakka.
“Non potresti fingerti triste?” gli chiese il biondo, un po’ irritato.
“E perché dovrei? Forse hai ragione... ora non ho più nessuno da chiamare fallito...” disse il ragazzo, fingendosi triste.
“E questi chi sono?” domandò Pippo.
“Sono nostri amici...” rispose Kairi.
“Riku, che cosa intende dire con la frase ‘Sora se n’è andato’?” chiese il Re.
“Ehm ecco... io e Kairi abbiamo litigato con Sora... e, a quanto pare, un Nessuno è venuto qua e lo ha portato via... anzi lui se n’è andato, di sua spontanea volontà.”
“Più parlano, meno ci capisco...” sussurrò Wakka, all’orecchio di Tidus.
“Loro due lo hanno visto andarsene.” continuò l’albino, indicando i due amici.
“Ok. Raccontatemi cosa è successo.” disse Re Topolino.
I due amici iniziarono a raccontare, ancora una volta, quello che avevano visto e quello che aveva detto Sora.

Nello stesso momento, nella nuova casa del moretto, lui ed il suo nuovo amico stavano parlando.
“Se vuoi... puoi andare a trovare i tuoi... ex-amici...” disse Xander.
“Sì... così mi alleno con i miei poteri.”
“Mi raccomando. Non cacciarti nei guai!”.
Come risposta, Sora sorrise ed aprì un passaggio oscuro. Vi entrò e si ritrovò alle Isole del Destino, dove vide la Gummiship parcheggiata sulla spiaggia. Sentì la voce di Tidus che stava raccontando quello che lui aveva fatto e si nascose dietro un albero, ascoltando tutto il discorso. Solo quando finì, decise di uscire allo scoperto.
“Stavate parlando di me?” chiese, sorridendo.
“Sora!” esclamò Riku. “Ma... come ti sei conciato?”
“Wow! Mi parli ancora? Comunque, io mi vesto come voglio e... il mio nome non è più Sora ma è Xora!”
“Che cosa significa?” domandò il Re.
“Significa che... non potete più contare sul mio aiuto...”
“Perché?” chiese Kairi, un po’ triste, e il sorriso scomparve dal volto del moretto.
“Tu non devi assolutamente parlare con me!” sibilò.
“Non parlarle così!” ordinò Lucas.
“Altrimenti che mi fai? Vai a chiamare i tuoi amichetti e mi picchi?” chiese l’altro, scoppiando in una fragorosa risata.
Il ragazzo dagli occhi castani fece qualche passo avanti, afferrando Sora per un polso.
“Potrei spaccarti la faccia anche da solo!” sussurrò, guardandolo con disprezzo.
“Ti consiglio di non toccarmi... potresti farti del male...” suggerì il moretto.
“Che paura. Vuoi picchiarmi?”
“Io no. Ma Xander non vuole che nessuno mi tocchi... le mie guardie del corpo potrebbero farti del male...” spiegò il ragazzo dagli occhi blu, indicando qualcosa con un cenno della testa.
Lucas seguì il suo sguardo e vide degli strani esserini neri, accompagnati da altri bianchi. Lasciò il polso dell’avversario ed indietreggiò, spaventato.
“Ma quelli sono Heartless e Nessuno.” disse Kairi, spaventata.
“Brava Kairi... o meglio, Principessa del Male. Non ti credevo così intelligente.”
“Che cosa significa che sono le tue guardie del corpo?” domandò Paperino.
“Significa che sono disposti a farsi uccidere per salvarmi!”.
Riku evocò il suo Keyblade ed iniziò ad attaccare i nemici, tagliuzzandoli uno alla volta ed uccidendoli.
“Riku... perché vuoi distruggere i miei amici?” chiese Sora, triste.
“Sora che stai dicendo? Noi siamo i tuoi amici!” esclamò l’albino, e il ragazzo dagli occhi blu strinse i pugni.
“Non sembravate così amichevoli quando mi avete voltato le spalle. Voi non siete più miei amici.” sibilò, guardando il suolo vicino ai suoi piedi e gli occhi vennero coperti dalla frangetta. “Tu vuoi farmi ritornare dalla vostra parte solo perché non potete chiudere le porte senza di me, vero? Beh sai cosa ti dico. Che io e Xander abbiamo intenzione di aprire le porte del Kingdom Hearts e far sparire tutti i mondi!”
“Sora... perché fai questo?” chiese la rossa, spaventata.
“È soprattutto colpa tua, un po’ anche di Riku. Se voi non mi aveste voltato le spalle io adesso sarei lì, a combattere al vostro fianco...”
“Sora...”
“Stai zitto!” gridò lui, interrompendo l’albino e guardandolo negli occhi con odio.
Evocò il suo Keyblade, ma solo per rabbia non perché voleva attaccare l’amico... non in quel momento almeno.
Con molta cautela, fece apparire molti Heartless e gli scagliò contro Riku, Paperino, Pippo e Re Topolino. I piccoli esserini neri erano comparsi senza perdere tempo: Sora aveva imparato ad usare un nuovo potere.
Kairi, Tidus, Wakka e Lucas restarono in disparte, vicino ad un albero, per assistere al combattimento, facendo il tifo per i loro amici.
Il moretto voleva far provare alla rossa la stessa sofferenza che lei gli aveva fatto provare. Il suo sguardo cadde su Lucas; in quel periodo, lei era innamorata di lui, quindi per farla soffrire, Sora doveva far del male al ragazzo. Non gli dispiaceva affatto: Lucas era sempre stato cattivo nei suoi confronti. Finalmente avrebbe ottenuto la sua vendetta.
“Ciao Lucas...” lo salutò Sora, avvicinandosi lentamente.
“Che cosa vuoi?” domandò il ragazzo, stizzito e con tono poco amichevole.
“Gentile come sempre...” disse il moretto, poi guardo Riku. “Sai... in questo momento, Riku è l’unico che può difenderti, ma ora è impegnato…”
“Ricordati che anche io sono una Custode del Keyblade!” si intromise Kairi.
“Sto già tremando dalla paura...” sussurrò Sora, mettendosi le mani davanti alla bocca. “Ti prego non farmi del male!” poi sorrise e usò il potere oscuro per scaraventare la ragazza lontano da loro.
“Tu non sei Sora... Sora non avrebbe mai fatto del male a Kairi...” disse Lucas, spaventato.
“Ma che bravo... ci hai messo un po’ a capirlo... io sono Xora.” mormorò, avvicinandosi al ragazzo.
“Cosa vuoi fare?”
“Fartela pagare per tutto quello che mi hai fatto in tutti questi anni!”
“Perché ti ho sempre chiamato fallito?”
“Si può dire che quello è irrilevante. Tu sai che io sto male quando qualcuno si mette a parlare di mio padre...”
“Sì... piuttosto che continuare a vivere con un figlio come te, ha preferito andarsene.” disse l’altro, con tono di sfida.
A quelle parole, il moretto perse il controllo delle sue azioni: strinse la mano destra così forte da sentire le proprie unghie affondare nella carne, la alzò così lentamente che sembrava che stesse andando a rallentatore, poi tirò un pugno in faccia a Lucas con tale forza da fargli picchiare la testa contro l’albero che si trovava dietro di lui.
“La pagherai cara!” sibilò.
Tidus e Wakka indietreggiarono spaventati: non conoscevano benissimo Sora ma sapevano che lui non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Quello non era il Sora che conoscevano loro.
Il ragazzo dagli occhi blu alzò il braccio, pronto a sferrare un altro colpo, ma qualcuno gli afferrò il polso.
“Non ne vale la pena...” disse Xander.
“Lasciami andare!” ringhiò, cercando di liberarsi.
“Non abbassarti al suo livello...”.
Il moretto si divincolò per qualche secondo, ma poi si calmò, abbassando lentamente il braccio.
“Portami via da qui...” sussurrò.
Il Nessuno annuì ed aprì un passaggio oscuro, dove sparirono all’interno.
“Sora!” lo chiamò Riku, ma quest’ultimo non voleva sentire un’altra parola e, prima che il passaggio si richiudesse del tutto, ordinò agli Heartless ed ai Nessuno di attaccare i suoi ex-amici.
L’albino iniziò a combattere contro i nemici, con l’aiuto di Paperino, Pippo e del Re, ma il suo pensiero era fisso solo su Sora. Era stato uno stupido a voltargli le spalle e la sua stupidità lo rendeva furioso. Per cercare di calmarsi, si sfogava uccidendo tutti gli Heartless che aveva vicino, infatti, il combattimento durò pochi minuti.
Intanto, Tidus si era avvicinato a Kairi e Wakka stava controllando il naso di Lucas, dal quale usciva molto sangue.
“Stai bene?” gli chiese.
“Giuro che quando lo trovo lo ammazzo!” gridò il ragazzo dagli occhi castani, mettendosi una mano sul naso.
“È già furioso così, non farlo imbestialire ancora di più!” sibilò Riku.
“Già... ma, per curiosità... chi stava baciando Sora?” chiese il biondo, alla rossa.
“Hanna...” sussurrò lei, abbassando lo sguardo.
Tidus e Wakka scoppiarono a ridere, credendo che fosse uno scherzo, ma si fermarono vedendo gli sguardi degli altri tre.
“Non era uno scherzo?” domandò il biondo.
“No...”
“Oh andiamo, Kairi. Lo sanno tutti che Sora, piuttosto che mettersi con Hanna, preferirebbe farsi prete...” commentò il ragazzo dai capelli arancioni.
“Ma io l’ho visto. Lui e Hanna erano al bar e... il giorno dopo l’ho lasciato.”
“Aspetta... c’eravamo anche noi al bar, quel giorno. Ricordi Tidus? Però non ricordo di aver visto Sora e Hanna baciarsi...” disse Wakka, ed il biondo spalancò gli occhi.
“Certo che non si sono baciati! Sora si è avvicinato a Hanna ma solo per riprendere il ciondolo che lei gli aveva rubato...”
“Quale ciondolo?” domandò Riku.
“Quello di suo padre...”
“Ho combinato un guaio allora...” mormorò la rossa. “Io l’ho incolpato... per niente. Questo non me lo perdonerà mai.”
“È strano...” sussurrò Re Topolino, che teneva lo sguardo ancora fisso sul punto in cui era scomparso Sora.
“Che cosa?” chiese l’albino.
“Sora è troppo buono... è impossibile che sia sopravvissuto a tutta quell’Oscurità. Una persona come lui... non avrebbe resistito... sarebbe morto dopo poche ore...”
“Però Sora è forte. Forse si è salvato per quello. Comunque, dobbiamo aiutarlo!”
“Bene. Cosa facciamo?” domandò Tidus, pronto per partire per un’avventura.
“Voi niente!”
“Cosa? Come niente? Noi vi abbiamo aiutato!” gli ricordò Wakka.
“Forse potrebbero aiutarci a far tornare Sora come prima...” disse il Re, dopo qualche minuto di silenzio.










Ecco qua il secondo capitolo. Spero che vi piaccia.

Scusate se aggiorno così in ritardo, ma non ho più tempo di fare niente T^T Non riesco né a scrivere le mie storie né a leggere quelle degli altri... tutta colpa della scuola... ci hanno preso per computer. Ci credete che dopodomani ho tre interrogazioni in un giorno? OMG! Come faccio a studiare?

Vabbé, ora meglio parlare della fanfic.
Xander è un Nessuno molto tenero... non è vero?
A Sora piace il suo nuovo nome, ma preferisce farsi chiamare ancora Sora: ha detto di chiamarsi Xora, solo per far capire agli 'amici' che non vuole più collaborare con loro. Wakka, invece, non sa proprio inventarsi scuse decenti... XD
In questo capitolo, Lucas si è beccato un pugno in faccia... ma questo è solo l'inizio.
Come ho già detto, Sora non sarà cattivo al 100%, ma sarà cattivo... soprattutto con chi lo prende in giro.

Ora vado a studiare, perché domani ho una verifica (ma quante cose ho?).
Ciao a tutti!!!

PS: Ho capito perché quando scrivo '...', mi mette quei segni strani. Word mi fa la correzione automatica e mi formatta i puntini. Quando pubblico qua ogni capitolo, devo riscriverli tutti. Chiedo scusa in anticipo se me n'è scappato qualcuno.

«Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a disegnare il rumore di un petalo di rosa che cade su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito.» Jim Morrison

«Axel! A-X-E-L! Got it memorized?» Axel : Kingdom Hearts


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7 replies since 18/10/2009, 17:41
 

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